Tra manifestazioni e crisi economica per le strade di Kiev


Un anno fa, Artem, studente di 19 anni di Kiev, si e’ unito alle proteste di massa che deposero Yanucovich, il presidente ucraino. Questa settimana era ancora in strada ma ispirato da un’idea più prosaica rispetto ad allora. Protestare contro l’aumento dei prezzi per il riscaldamento, la spirale inflazionistica e contro il collasso dell’*hryvnia* la moneta ucraina.

“Ero qui un anno fa, in Piazza Maidan, per prendere parte alla rivoluzione ma non immaginavo una crisi economica così profonda come quella che stiamo vivendo oggi. La nostra gente semplicemente, non ce la fa più’,” dice Artem mentre raggiunge gli altri 1,000 che protestano sotto l’ufficio del sindaco di Kiev, Vitali Klitscko, “il boxer” come lo chiama il leader del movimento di protesta.

Volodymyr, 58 anni sostiene che di 2,500 *hryvnia* di pensione mensile, circa 66 euro, il 70 per cento se ne va in bollette e spese alimentari. “Se dovessero aumentare il costo del riscaldamento del 40 per cento come annunciato, che cosa mangerò?” chiede.

Le proteste di oggi sono il riflesso della dura crisi iniziata con l’euforia della rivoluzione ucraina. Dopo la decisione della Banca Centrale di inasprire le misure per evitare il ricorso al mercato nero, il valore della *hryvnia* è sceso sotto i 33.78 contro il dollaro. Mai così in basso.

Molti cittadini stanno facendo incetta di beni di prima necessità prevedendo un’ulteriore svalutazione della moneta. I supermercati sono presi d’assalto in queste ore.

“Solo un anno fa durante le proteste per deporre Yanucovich, ci volevano 8 *hryvnia* per comprare un dollaro” ci dice un altro manifestante.

Rispetto ad allora, oggi a protestare in piazza c’e’ solo un piccolo numero di persone. Chiedono un alleggerimento delle misure del governo filo occidentale, ma la situazione non si prevede facile.

La gente in strada si aspetta che l’instabilita’ dovuta alla guerra in corso abbia ripercussioni economiche ancora piu gravi e che il governo, per finanziare le spese, debba inasprire ulteriormente le tasse. Il ministro delle finanze Natalie Jaresko, ha invitato la nazione alla calma e ha dichiarato che il supporto economico fornito dagli USA, EU e Banca Mondiale sara’ sufficiente a ristabilire la fiducia degli investitori e a scongiurare una crisi piu profonda.

Youri Perenchuk, un altro degli organizzatori delle proteste di oggi, dice ai nostri microfoni: “Tutti questi miliardi di ‘cosiddetta assistenza’ promessi all’Ucraina dal FMI e dell’occidente non arriveranno mai nelle tasche della gente”.

E’ una visione realistica se si pensa che la Naftogaz, l’azienda che detiene il monopolio di stato per l’energia elettrica sta fornendo gas ad un prezzo decisamente al di sotto sotto il prezzo di costo. I fondi internazionali attesi in Ucraina potrebbero effettivamente andare a coprire la perdita derivante da questa strategia per evitare che l’alto prezzo del gas naturale alimenti il mercato nero in mano alla criminalita organizzata, senza mai tradursi in un vantaggio per i cittadini.

di Francesco Polacchini

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