GUIDA ALL’USO – La Tazza di Altro


Sono arrivati i giorni del ghiaccio. E dell’aria fredda. Che fa male ai polmoni respirare con la bocca aperta e che quando vado in giro sono euforico e veloce anche se non ne ho nessuna ragione. E’ Il momento di infilarsi i guanti mentre parlo con gli amici fuori dal bar e di mettere su il cappellino col pon-pon che mi hanno regalato da ragazzino è che ci tengo troppo. E’ arrivato il momento che vorrei uscire ma rimango in casa e chiamo tutti qui, davanti al caminetto che non ho o davanti ad una calda tazza di tè”..cioè il TEA, l’infuso verde (giallo, rosso, nero) che negli anni 80 esisteva solo in bustina infrè, ati, lipton, star (e davvero non me ne vengono in mente altre) e che la mamma dopo gli anni 70 ce l’aveva sempre nella dispensa e non poteva mancare mai anche se non si beveva. Oggi le cose sono un po’ cambiate, il mio telefonino è assemblato in Cina, scrivo con un software sviluppato in India, ho una macchina fotografica giapponese o.., insomma la “globalità” ci da motivo di essere spaventati ma anche curiosi, di indagare nei nostri cuori e capire il perché di quell’immotivato moto di indignazione che mi ha preso e ‘vergognato’ in via san Vitale, ma ci da anche modo di approfondire significati e atteggiamenti culturali che non ci appartenevano qualche anno fa, di scoprire l’etimologia delle parole che usiamo e che non sono nostre e, perché no, può pure insegnarci il rispetto per altre tradizioni, per altri riti. Eh si, oggi noi tutti possiamo scegliere di fare nostra qualsiasi cosa desideriamo, cancellare le origini e apporre nostri marchi e brevetti a qualsiasi cosa ci venga offerta come dono, questo è o non è il paese dei balocchi?, qui e ora Schopenhauer si vergognerebbe di aver pensato che la pienezza della vita non può prescindere dalle piccole rinunce e immagino che molti di noi avrebbero qualche cosa da obiettare.. Sono convinto pero’ che l’evoluzione possa spingere l’omino-bipede ancora un po’ più avanti e ‘piu’ meglio’ ma ci serve la cultura, il gioco, il tempo ed anche un po’ di romanticismo e dobbiamo smettere di essere cazzoni e poi giustificarci dicendo ‘ah bè, io mica lo sapevo!’. Proprio per questo voglio partire da una piccola cosa, così che, la prossima volta che bevi una tazza di tè, tu non possa piu’ dire ‘io mica lo sapevo’. Ecco qui la GUIDA COMPLETA SUL TE’ e su LE STORIE DI ALTRO. Buona pausa

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