The National @ Alcatraz (Milano) 16 novembre


Martedì 16 novembre e’  il giorno dell’unica data italiana dei National: io avevo preso il biglietto a giugno per non lasciarmi scappare l’occasione di vederli finalmente dal vivo. Pochi minuti prima della 10 si spengono le luci, i National salgono sul palco: paiono timidi come loro solito, e come di consueto senza molto convenevoli cominciano a suonare. Scelgono l’essenzialità di Runaway: il brano è interpretato magistralmente da Berninger,

che fa subito intendere di essere in serata di grazia. All’inizio il pubblico e’ un po’ freddo ma dopo 2-3 canzoni si lancia nel sing along e applaude a scena aperta ogni canzone del gruppo di Brooklyn. Il secondo pezzo e’ Anyone ghost, uno dei miei pezzi preferiti di High Violet: l’inizio di batteria di Bryan Devendorf e’ fantastico nella sua semplicità’.

La scaletta è principalmente costruita su “High violet”, l’ultimo album in studio del quintetto, ma le incursioni nel passato per fortuna ci sono eccome. Ecco che non potevano mancare i pezzi di “Boxer” come “Mistaken for strangers”,  la splendida “Slow show” ma soprattutto “Squalor victoria”, uno dei momenti migliori della serata, che dal vivo è ancora più scura e marziale che su disco. Già qui sul finale Berninger sfodera i primi urli, rompendo per la prima volta la compostezza iniziale. Il gruppo ogni tanto torna ancora più indietro nel tempo, rispolverando addirittura le canzoni di “Alligator”, disco bellissimo e molto sottovalutato. Ecco allora “Abel”, che il frontman introduce come “Una canzone ispirata dalla Bibbia” e la delicata “Daughters of the Soho riots”. A chiudere la prima parte dello show ci pensa un trittico niente male: la band suona di seguito “England”, impreziosita da un bel finale con i fiati, la bellissima “Fake empire”, accolta calorosamente dal pubblico, e una sorprendente “About today”, ripresa addirittura dal “Cherry tree Ep” del 2004 e costruita su un dolce arpeggio di chitarra. Il suono dei National dal vivo è davvero compatto: le chitarre restano spesso sottotraccia, mentre sugli scudi c’è sempre la sezione ritmica che è il vero cuore pulsante della loro musica, soprattutto grazie ad un grande batterista come Bryan Devendorf. I bis si aprono con un altro pezzo inaspettato. “Non la suoniamo da un sacco di tempo, speriamo di non rovinarla”, dice il chitarrista Bryce Dessner prima di attaccare “Lucky you”, un pezzo lento e malinconico di grande impatto. Poi tocca a “Mr.November”, scelta da Barack Obama per la sua campagna elettorale alle ultime primarie democratiche, e soprattutto a “Terrible love” concludere il concerto con l’ultima e fortissima scarica emotiva, così bella da togliere il fiato. Sull’ultimo pezzo Matt Berninger scende in mezzo al pubblico portandosi dietro il filo del microfono, arrivando persino ad arrampicarsi su una tribuna laterale per cantare le ultime strofe. E poi mentre il resto della band finisce il pezzo, sparisce dal retro dell’Alcatraz. Fuori piove, ma c’è il tour bus pronto ad aspettarlo. La strada del ritorno verso casa, verso New York, è ancora lunga. Nel frattempo, per fortuna, i National sono passati da Milano.

 

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One thought on “The National @ Alcatraz (Milano) 16 novembre

  1. Questi sono i “monolitici” the National all’alcatraz. Si, mi hanno lasciata senza parole a fissare nel vuoto la musica che usciva dall’impianto mi sono chista se sarei mai riuscita a fermarla in un singolo istante tutta quella roba li.La risposta di oggi è che non ci sono riuscita, pero’ ho respirato a cuore aperto l’atmosfera densa e la nebbia delle chitarre e fiati (ndr non solo gli ottoni)
    Mi sa che ne è passata tanta di acqua sotto al ponte di Brooklyn dalla tournè di 3 anni fa in IT e mi sa che poco sono cambiate le straordinarie attitudini della band. Poi questa mattina è stata dura alzarsi alle 7 ma e ne è valsa (tutta) la pena.
    Davvero grazie a tutti quelli che postano i video su youtube quasi prima che il concerto sia iniziato, Siete malati come me!, e davvero un sincero “li mortacci vostra” alle tre vecchione esaltate che avevo davanti e pure ai loro amici. run tuta run!

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