Umberto Galimberti – Contro le idee pigre


Mi piacerebbe raccontare le cose come fa lui, mi piacerebbe raccontare al mio titolare, la al lavoro durante le mie 12 ore giornaliere di vita dedicata a qualche cosa di “altro” che nessuna visione, nessuna strategia, nessun paradigma della competizione o pensiero competitivo, potranno mai prescindere da queste considerazioni.
Mi piacerebbe raccontarlo proprio così, con questa lucidità alle vecchie generazioni (quelle dei settantenni, dei sessantenni, cinquantenni…) che pure tanto hanno fatto ma poco si sono fermati a pensare, raccontarlo a loro, perché è arrivato il momento di cambiare, di criticare l’ovvio ed i luoghi comuni, le idee pigre che ci hanno regalato, volenti o nolenti. A me piacerebbe farlo altrettanto bene ma lo fa meglio lui.

Galimberti, ci sta parlando di perdita dell’autorità a vantaggio della contrattualità ed è tutto così cristallino, tutto incredibilmente lucido e vero. Fino a che la ricompensa sarà una cosa o piuttosto una speranza, nulla potrà essere costruito e nessuna autorità accettata e condivisa. Fino a che chi ha lottato in passato e conquistato il proprio posticino rimarrà seduto a godersi gli ormai esausti frutti dei suoi trascorsi, non ci sarà futuro. E noi saremo solo una copia generazionale, una generazione appendice. Non limitiamoci all’uso passivo delle nuove capacità, siamo colti e biologicamente forti, non ci servirà a nulla aspettare.

Qui trovi la Bio di Umberto Galimberti

Umberto Galimberti è filosofo, è nato a Monza nel 1942. Nella sua città natale, insegna al liceo “Zucchi” fino al 1978, ma già dal 1976 è professore incaricato di Antropologia Culturale a Venezia. Dal 1983 è professore associato di Filosofia della Storia poi,  dal 1999, professore ordinario (sempre all’Università Ca’ Foscari di Venezia) titolare della cattedra di Filosofia della Storia e di Psicologia dinamica. Vince nel 2002 il premio “Maestro e Traditore della Psicanalisi”. Dal 2003 è vicepresidente dell’associazione italiana per la consulenza filosofica “Phronesis“. Nel 2006 è docente di Vacances d’Esprit. Ha scritto per il sole 24Ore e per LaRepubblica, Cura la rubrica epistolare per “D LaRepubblica delle Donne”.

Su Wikipedia troverete una frammentaria pochezza ma la sua bibliografia pare essere corretta anche se non aggiornatissima.

Nelle sue opere più importanti come Heidegger, Jaspers e il tramonto dell’Occidente (1975) poi raccolto nel saggio di Feltrinelli, Psichiatria e Fenomenologia (1979), Il corpo (1983), La terra senza il male. Jung dall’inconscio al simbolo (1984), Gli equivoci dell’anima (1987) e Psiche e techne, L’uomo nell’età della tecnica (1999), L’ospite inquietante tra i giovani d’oggi (2007), nel 2009 ha scritto, tra gli altri, I miti del nostro tempo (406 p. brossura, Feltrinelli editore). Le sue opere complete sono edite da Feltrinelli.

Buona lettura.

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