There’s so many color without the dirty windows


Chiudo la porta di casa alle spalle. Cammino per strada. E’ notte. Non troppo tardi. Con me c’é Vale (stucshh!). La sera è limpida.

Attorno si  parla di libertà di stampa, di Lodi vari. Di un vario Pd (la d piccola mi inquieta). Di elezioni primarie. Di meno tasse. Di bravo SIRIO. Di querele al caro etere italiano. Di morti violente. Stupri “finiti bene” (mmm???) e di oroscopi di Rob. Si parla di problemi da risolvere e di nuove polemiche da lamentare e Report fa le scarpe ai sindacati (papponi arricchiti ndr). Tutto troppo lontano da…?, dalla nostra “vita-di-tutti-i-giorni”. Tutto troppo lontano dal mio intimo armonico. Dal romanzo, dal sogno impossibile, dalla voglia di sperare, la brama di sapere, lontano dalle virgole tra le parole.

Chiudo la porta di casa alle spalle. Cammino per strada. E’ notte. Non troppo tardi, no, non troppo. Fa freddo. Con me c’é Vale (wow). La sera è limpida. Rido ebete. Poi mi illumino senza risparmio. Ed ho capito! Ho capito che il segreto per vivere qui/oggi è portare la mia attenzione (e di conseguenza la tua TUTA) al di fuori di me lontana dal mio mondo (…e tu dovresti fare lo stesso TUTA!). Lontano dal mondo interiore. Già!…fuori dalle profondità di cui siamo imbibiti a tutto vantaggio di una agognata sanità sociale e  mentale. Sissi! ho capito. Il segreto sta nel buttare tutto al giudizio del medio(a) e nel non disperdere il poco tempo alla scoperta del mondo che ci trasciniamo dietro. (Non così difficile capire). E allora surfiamoci sopra, navighiamo senza mai assaggiare l’acqua. Mettiamo gli occhi in ammollo e colleghiamo le orecchie alle SIM Card e il digitale terrestre al cuore. Che sintonizzati non si vive più ma ci si vede. Ci si guarda ebeti come me ora che rido. Intravediamoci.

Chiudo la porta di casa alle spalle. Cammino per strada. E’ notte. Non troppo tardi. Solo un po più tardi. Fa freddo. Con me c’é Vale (grhhhr!). La sera è limpida. Rido ebete. Mi illumino senza risparmio e mi interrogo sul destino del mondo. 1 lo scenario che ne risulta (si compone di 3 punti 3):

a_ TUTA (leggi Tutti) naviga con bussola tom-tom intarsiata nel cervello.

b_TUTA (leggi Tutti) lotta ogni mese per una pagnotta da 42″ pollici LCD

c_ TUTA (leggi Tutti) ha uno o più cellulari come amico

Se così sarà (ricordo ai lettori che TUTA spesso sogna ad occhi aperti ma non sempre fa bei sogni) chi saprà ancora improvvisare?, navigare a vista?, lottare per l’ideale?, rinunciare per far sorridere l’amico? …e se per tutti, la normalissima normalità è tutta decisa da inizio a fine, allora l’anormale sarà chi a questo non è adatto? Chi non ha desideri per le cose o l’ambizione per il super-fluò necessario? L’inadatto è e sarà, quella specie umana cui non interessa il potere d’acquisto delle monete che si trova in tasca e preferisce ascoltarne il suono mentre cammina. Uomo Monetina. Sarà estinto? (Non è mai esistito vero?) Dove minchia si è perso anche Viaggiatore Monetina ( monetina sonante, anormale e inadatto) che riusciva a vivere di vere esperienze! Il Buffo Monetina mingherlino che teme i mattoni perché ti cementano, ora vive in una casa blindata (vedi HOME di Ursula Meier) oppure si sta sentendo inutile…vacuo nella staticità di una sicurezza luminosa. Eppure Monetina si dedica al risparmio energetico, al consumo sostenibile [ TUTA legge Guida al Consumo Critico, Centro Nuovo Modello di Sviluppo, 591 pag., EMI Editore] (tutte cose da mattone) dov’è finito il Monetina? Lui che era così potente di uno scopo,  luminoso di sana coerenza. Di cosa vive il Monetina?, dei personaggi di cui la gente si veste forse? No! Sono ormai tutti personaggi da produzione seriale (i cd PPS), grigi, inespressivi, concentrati su ciò che solo gira bene e ciò che inceppa il ciclo non è contemplato. Dopo ore di duro tornio e duro word processor il PPS non sa più a che pensare se non al tornio e al word processor. Anche Monetina forse sopravvive così. E la sua testa non ha più cibo da mangiare.

Chiudo la porta di casa alle spalle. Cammino per strada. E’ notte. Non troppo tardi. Solo un po più tardi. Con me c’é Vale (yeah ahh ahh!). La sera è limpida. Rido ebete. Mi illumino di meno e poi mi immagino i miei nonni (cd. TUTANONNI) come accumulatori di energia per viaggiare nel tempo pieni di sfavillanti fasti dal passato che prendono le forme piu’ meravigliose (GONG Live set Estragon 22. 10. 2009.Vedi Gong now)  I TUTANONNI come luce che ci inghiotte, non anche come nonni-simpatiche cariatidi-oggetti d’arredamento, da sistemare vicino al tavolino per farci sorridere mentre giocano a carte con la badante. Chissà se ci abbiamo pensato solo io e Vonnegut ai viaggi nel tempo? Mi immagino questo.

TUTA Conclude con il seguente pensiero: oggi chi non sente desiderio di possedere è vecchio. Cariatide. Soprammobile. Ignorabile. Tollerabile. Incompatibile. Compartibile. Inutile.

Il mondo nuovo vuole cose, perde le parole se non quelle funzionali alla banconota (quella non suona). In mondo nuovo non sogna più, ha perso la capacità di ascoltare un unico disco per un anno intero e di guardare un film 21 volte in una vita. Il nuovo mondo è il mondo che ci tocca. Niente storie. Niente obiezioni. Il nuovo mondo spesso tace.

Chiudo la porta di casa alle spalle. Cammino per strada. E’ notte. Non troppo tardi. Giusto un po’ più tardi.  Con me c’é Vale (gragrù!). La sera è limpida. Fa freddo. Rido ebete, mi chiedo e non rispondo, mi illumino di meno. Un po’ di meno. Risparmio energetico. TUTA poi si sloga la caviglia, si concentra sul dolore e ascolta:

“Tu sei un pazzo idiota devi smettere di starmi alle calcagna!” (un barbone alla sua valigia)

“Qui la guerra non finisce mai” (un altro tizio ubriaco tra sé e sé)

“Sono commestibili quei fiori?” (una domanda di un Viaggiatore Monoetina con lo zaino ad un venditore ambulante di rose. Non riusciva a trovare un posto dove sedersi e mangiare. Era l’una di notte).

Quello che precede è solo una cronaca di una passeggiata notturna. Orecchio puntato alle conversazione di Simili-Anomali, Viaggiatori Monetina del tempo, ignorati, stranissimi e pericolosi (per definizione si segua con costanza il Tg5).

Chiudo la porta di casa alle spalle. Cammino per strada. E’ notte. Un po’ più tardi di prima. Decisamente poco più tardi.  Dov’è Vale? (lei è meravigliosa). La sera è limpida. Prima rido ebete. Poi, ancora ebete, penso, mi illumino di meno quindi inciampo, pittima lamento e scosso ascolto. Umida, TUTA si commuove e si scopre Monetina.

There’s So Many Color Without The Dirty Windows (ascolta)

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2 thoughts on “There’s so many color without the dirty windows

  1. è vero…trapassano così tanti colori da quella finestra che non ha tende sporche…ci sono così tante sensazioni a piedi nudi sull’asfalto per strada senza scarpe ingombranti (a tal proposito avrei qualche esperienza da aggiungere: coming soon..eh eh)…e allora basta cedere alle lusinghe (e alle comodità) di chi fa credere che le idee solide, quelle che non cadono per obsolenza, per la liturgia formale dell’oggetto (v. Baudrillard http://www.mulino.it/edizioni/universita/scheda_volume.php?vista=indice&ISBNART=12515) sono da sfigati.
    Tuta dice NO!
    Tuta si fa Tutanonno e Monetina!!

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