La teoria dei colori


Gli oggetti e gli ambienti che ci circondano sono in gran parte colorati. Ciò dipende dal fatto che la luce si diffonde attraverso onde di diversa lunghezza: ad ogni onda corrisponde un colore. La differenza tra ‘colore’ e ‘non colore’ è spesso labile e soggettiva:  il nostro occhio percepisce solo una piccola parte delle onde luminose esistenti in natura. A questa corrisponde uno spettro di sette colori: il rosso, l’arancio, il giallo, il verde, l’azzurro, l’indaco e il violetto. Il fisico inglese Isaac Newton dimostrò, nel 1672, che la luce, che vediamo bianca, è in realtà composta dai sette colori dello spettro solare. Nel suo esperimento Newton fece passare un raggio di luce attraverso un prisma di cristallo. Il raggio si scompose così nei sette colori dello spettro solare, dimostrando che il bianco è la somma di quei colori.
Una cosa simile accade nell’arcobaleno: la luce che passa attraverso le piccole gocce d’acqua, sospese nell’aria dopo una pioggia, si scompone nei sette colori dello spettro (con tutte le relative gradazioni intermedie). Deriva quindi questa osservazione: l’oggetto che riflette tutte le onde luminose appare bianco (bianco = somma di tutti i colori); l’oggetto che assorbe tutte le onde, senza restituirle ai nostri occhi, viene visto dai nostri occhi nero (nero = assenza di colori); l’oggetto che assorbe tutte le onde tranne uno, ha il colore corrispondente a quell’unica onda (ad esempio: un oggetto che non assorbe il verde, viene visto dai nostri occhi verde).

Tuta è nata candida; contiene in sé il bianco abbagliante di tutti i colori.

Tuta possiede il colore di chi dorme nudo, magari con 5 gocce di Chanel. Tuta riflette anche il colore di chi beve vino rosso. Include quello di chi ha letto che la Chiesa possiede il 20-22% degli immobili italiani, tirando una sonora bestemmia. La Tuta dell’altro giorno ha assorbito una macchia di caffè. Si è anche sporcata di vernice e sudore, non sopportando chi a trent’anni non ha voglia di fare un cazzo.

Si tratta di una Tuta assorbente, sorta spontaneamente. Si potrebbe dire quindi fatta di materiale naturale…forse una flanella, o un vellutino.

Ma ciò che soprattutto si osserva è che ogni sua fibra riflette una diversa sfumatura. Si tratta di filamenti flessibili, perciò facilmente trasformabili. Si trasformano incessantemente, così come evolvono le emozioni nel corso di un unico giorno. Giusto per citarne un esempio, la mia Tuta stamattina si è svegliata indignata nel leggere della commemorazione al Pentagono dell’11 settembre, come se l’11 settembre esistesse soltanto da 8 anni a questa parte. Tuta pensa che la stessa data è ricorsa già molto tempo addietro, perfino circa 36 anni fa. Con la differenza però che l’11 settembre 1973 non se lo fila nessuno. È lecito impossessarsi di una data?

Dopo la fase dell’indignazione, Tuta è passata alla fase dell’abnegazione, rinunciando totalmente e consapevolmente ad andare al lavoro. Ha infatti ritenuto più opportuno recuperare il sonno perduto, rifiutandosi per un giorno di essere complice della morbosa spirale dello sfruttamento-di-lavoro-sottopagato-che-da-sé-non-basta-alimentando-ulteriore-lavoro-sottopagato.

Soddisfatta di tale scelta, e dopo essersi buttata velocemente in lavatrice, Tuta si è poi concessa un piacevole vernissage in un piacevole loft di un piacevole quartiere multietnico. Con sorpresa ha scoperto che nel mondo esistono ancora degli esemplari rari (in rischio di estinzione) di giovani artisti e designer, i quali riescono sorprendentemente a vivere della loro creatività, facendo PERFINO dei figli PRIMA dei trent’anni! Allorché, Tuta, non ancora ripresasi dallo shock, si è trovata circondata da allegre signore cinquantenni che sorseggiavano vino e fumavano sigarette conversando con la stessa gioia di vivere di chi non ha mai avuto una logorante malattia.

Per Tuta ora è giunto il momento di sonnecchiare sonnolente, immersa nel torpore di un meraviglioso ottimismo, il quale nonostante tutto ha ancora voglia di abbracciarla.

Prima di oggi, Tuta non avrebbe mai potuto immaginare che l’ammasso di ciascuna di queste sensazioni desse come risultato un riflesso di buonumore  accecante…!

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