di un mondo che muore


Mastico all’ora che si dorme,

sogni cosparsi di benzina e chiome

e i riflessi  ti pendono le labbra

“ab-bra-ca-dab-bra!”

la luce che sorge che ancora c’è la notte

che abbraccia e ti toglie spigoli

trigono e “ab-bra-ca-dab-bra!”

metrica che incornicia qualche mano.

asfittico.

fuori dal tempo, dal negletto,

fuori d’essenza

nell’humus, l’humus

lo Star-trecker dello spazio siderale

il “tra un atomo di me e me”

e non ho piu’ bisogno delle cose

nemmeno di bruciare

di  piangere allo sfinimento

di farti capire

non ho piu’ bisogno di nulla.

no di bucarti le vene.

è che qui non c’è più bisogno di nulla.


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