“Le parole che cadono dal video cadono sempre dall’alto”


TUTA ha sognato un futuro dove la televisione non esiste più. E’ finita in un museo ed il periodo della sua egemonia viene visto come un medioevo dei media. Nel museo vengono proiettati dei video, sono quiz, programmi sportivi, intrattenimento…c’è una cosa ricorrente, un oggetto, una donna, figa, poco vestita. Sono programmi della tv italiana dal 1980 fino al 20**. C’è gente che ridacchia vedendo i vecchi video, la guida spiega che all’epoca, in Italia, la condizione della donna era ancora arretrata, spiega il fenomeno delle veline. La gente fa fatica a capire, una ragazza domanda: “Cos’era una velina?”, la guida risponde: “Né più né meno che una puttana. Con meno dignità”.

TUTA si sveglia sudata. Shit. E’ morto Mike Bongiorno e forse lo faranno santo. Non è cambiato un cazzo, e perché dovrebbe? Queste sono utopie, nel migliore dei casi Internet rosicchierà un più spazio alla televisione ma nulla più. Troppo comodo vedere cose scelte da altri, farsi cullare dai vari palinsesti, le braccia virtuali della mamma. Troppa fatica leggere, digitare, scegliere.
Palinsesto, che parola oscena.

La televisione. Gigantesco cannone telecomandato sempre accesso nella bocca dello spettatore che aspira, aspira, aspira, finché si ritrova in cabina elettorale ad eiaculare un voto in onore dei filmissimi di Rete4.
E’ un genio, penso tra me e me. E’ un cazzo di genio dei media. In un paese dove la morale non esiste fa bene a fare tutto quello che fa. Tutto. La morale non esiste. Un attimo. Ecco. Cazzo, la morale, la cultura. Si possono cambiare anche queste cose attraverso la televisione?

Il malato è in coma.

Il buon Ennio Flaiano. “Fra 30 anni l’Italia sarà non come l’avranno fatta i governi, ma come l’avrà fatta la televisione”. Sono passati proprio trent’anni dal simpatico esperimento di far vedere tette e culi al grande pubblico. Era TeleMilano, embrione di Mediaset. L’italiano medio si stropicciava gli occhi (eufemismo) mentre divorava con lo sguardo la donna televisiva, una scena fantozziana che avrebbe cambiato il paese. Il virus.
Oggi, senza sprecare tante parole sulla situazione italiana (siamo a pecora ndr), TUTA suggerisce di andare a vedere Videocracy per capire un po’ meglio cosa sia successo. Lo so, lo so, voi tutti già sapete, non dirà niente di nuovo, non cambierà niente. Può darsi. Può anche darsi che proprio perché si è sempre convinti di non dover vedere, non dover leggere, non dover fare, in Italia non cambi mai un cazzo.
Due tette e un culo. Due tette e un culo. Due tette e un culo.

Listen and repeat.

Come si chiama? Videocracy.
Cos’è? Un documentario sulla tv italiana dall’arrivo di B. ai giorni nostri.
Quando esce? E’ già nelle sale.
Chi è il regista? Erik Gandini.
C’è fica? C’è fika forse.

Prendi questo e questo e questo.

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One thought on ““Le parole che cadono dal video cadono sempre dall’alto”

  1. Non riesce a sconvolgermi la notizia che dopo un aperto rifuto alla messa in onda del trailer di Videocracy da parte di mediaset (media come mediocre, set come ricostruzione di realtà parziali) anche la RAI lo abbia bandito dalle 3 reti. Come cita un articolo della BBC le reti Rai e le reti mediaset coprono il 90% della banda nel panorama delle TV italiane che trasmettono liberamente via etere (e io dovrei pagare il canone?). Immagino che l’altro 10% delle TV c.d.”libere” (non a pagamento cioè) preoccupato di “tirare a campare” non abbia tempo di informare noi cittadini con notizie come l’uscita di questo film di Erik Gandini. Notizie come queste eroderebbero lo spazio utile alle televendite senza produrre un reale vantaggio economico nè tanto meno (in un Paese di Democrazia Auoritaria quale è l’Italia oggi citando Scalfari) un reale ritorno in termini di immagine. Insomma al denaro si sacrificano tutti al potere assoluto si sta vocano uno soltanto. Sempre lui. Nessuno pare accorgersene.
    Rif: http://news.bbc.co.uk/2/hi/entertainment/8226388.stm
    e
    http://www.cbsnews.com/stories/2009/08/27/ap/europe/main5269563.shtml

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